Vieni via con me: dove la bici è vintage

cover vieni via con me

Ieri, nel post dedicato all’articolo su Ciclografica uscito sulla rivista “Biciclette d’epoca”, ti avevamo promesso che non avresti dovuto attendere molto per vedere tutte le foto della nuova bici vintage restaurata. Detto fatto: in questo post puoi leggere un estratto dell’articolo che trovi in edicola corredato di alcune foto di “Vieni via con me”. Ma se sei impaziente di ammirare in ogni dettaglio la nuova bicicletta restaurata, puoi fare un salto direttamente nella gallery che le abbiamo dedicato, dove trovi gli scatti completi.

Da "Biciclette d'epoca", maggio 2014:

Vieni via con me, dove la bici è vintage

Vieni via con me 8

Prendete la passione per le bici e per il ciclismo di una volta, aggiungeteci il piacere e la fatica del restauro, mescolate tutto con l’amore per la grafica e decorate abbondantemente con stile vintage. Il risultato è Ciclografica, un progetto (o forse sarebbe meglio chiamarlo un’avventura!) che vuole trasformare in realtà i sogni e le passioni di quattro persone. Tutto è però partito da un padre e una figlia: Andrea e Paola Montalbano, di Cavenago di Brianza. Andrea è sposato ma tradisce la moglie… solo con le bici, ovviamente! Lui è la nostra memoria storica, una vera e propria “officina umana”. Paola è un art director e grafica che lavora a Milano. Contagiata dal papà, si è messa in testa di creare delle bici uniche per stile e personalità, sempre nel segno del gusto retrò. Come rimanere indifferenti a un’idea così invitante? È stato così che anche Lele ed io ci siamo uniti a Ciclografica. Lui è grafico, come Paola, e appassionato ciclista (quest’estate pedalerà per le strade di Grecia e Turchia: auguri!); collabora allo sviluppo dello stile di ciascun modello e ogni tanto procura anche qualche componente per le bici, per la felicità di Andrea. Io, Jordi, sono quello che si (pre)occupa di far conoscere Ciclografica. Dal nostro sito ai social network come Facebook, Instagram e Pinterest, tutto quello che è comunicazione (come questo articolo, ad esempio) diventa affar mio. Insomma, siamo giovani (abbiamo poco più di 6 mesi alle spalle) ma abbiamo l’entusiasmo e la voglia di creare qualcosa di bello che duri nel tempo. E Via via, vieni via con me, la nostra ultima bici ispirata al celebre brano di Paolo Conte, va proprio in questa direzione.

È stato Lele a dare il via alla sua creazione, quando ha portato ad Andrea un suo vecchio telaio da corsa. Era un Pettenella (qui un bel racconto del culmine storico della sua carriera di pistard), un telaio di parecchi anni fa, e dire che era messo male sarebbe un eufemismo. […]

Vieni via con me 2 stemma

Così Andrea ha iniziato, pazientemente, a metterci mano. Il telaio, in partenza, non era perfettamente dritto, ma si era piegato, forse a causa di qualche caduta o chissà cos’altro. Grazie a un piano di controllo Andrea l’ha risquadrato, ma alla fine abbiamo comunque dovuto accettare che così com’era non sarebbe andato bene per una bici da corsa. Per una da passeggio, così come l’abbiamo pensata, sarebbe invece andato ottimamente. Il telaio è stato quindi sabbiato e riverniciato. La scelta del colore è ricaduta su un marrone caldo, di una tonalità “cioccolato” come direbbe Paola, con delle bande bianche decorate, agli estremi, con sottili fasce tricolori a rimarcare l’italianità della bicicletta. […]

Vieni via con me 3 manubrioLa forcella era già cromata, ma c’è voluto un bel po’ di olio di gomito per farla tornare lucida. Ora, però, l’aspetto del metallo vivo si sposa bene con il manubrio altrettanto splendente, un Garavaglia originale, così come le pipe, scovato nella vasta collezione di pezzi di Andrea.

Su questa bici abbiamo deciso di montare un bel po’ di componenti della serie Campagnolo Gran Sport, una scelta che è sempre una garanzia, e poi sono pezzi più o meno della stessa epoca del telaio. I componenti in questione, per la precisione, sono il cambio, il deragliatore e i mozzi. Altri pezzi che abbiamo utilizzato e che sono usciti dalla fabbrica fondata da Tullio Campagnolo nel 1933 sono il movimento centrale, le fascette e il reggifilo.

Vieni via con me 5 cambioPer rimanere fedeli, per quanto possibile, allo spirito da pistard di Pettenella (medaglia d’oro di velocità alle Olimpiadi di Tokyo ’64) sono stati montati dei cerchi Nisi M20 a tubolare. I freni, invece, sono un classico modello Universal Super 68 in alluminio. Una scelta fatta anche con un occhio all’estetica è stata quella della catena, una Regina Extra il cui tono dorato spicca rispetto alle altre parti metalliche della bici. Per la sellasiamo rimasti fino all’ultimo indecisi, ma poi abbiamo montato una Selle Italia Flite con i binari in titanio. È di epoca successiva rispetto al telaio, ma la forma affusolata ben si sposa con la linea e la leggerezza del telaio stesso.

Ora, noi siamo di parte, ma quando abbiamo potuto ammirare Via via, vieni con me” terminata e tirata a lucido, non avremmo potuto essere più felici del risultato. […]

– – –

Ti lasciamo con le note dal vivo dell’indimenticabile brano di Paolo Conte a cui questa nuova bicicletta deve il nome:

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2 pensieri su “Vieni via con me: dove la bici è vintage

  1. Pingback: Bike & Color n.5: disegni e illustrazioni dal mondo della bici | CICLOGRAFICA | Bici vintage restaurate

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