La storia della prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta

mappa percorso Annie

La storia delle bicicletta è ricca di fantastici protagonisti e imprese d’altri tempi. Quella che ti raccontiamo oggi è una di queste avventure eccezionali.

Annie Londonderry aveva quasi 24 anni quando, nel giugno 1894, iniziò il viaggio che la trasformò nella prima donna ad aver fatto il giro del mondo in bicicletta. Ebrea lettone immigrata negli USA, sposata e con tre figli, ancora non sapeva andare in bici quando decise di avventurarsi in questa storica impresa.

Tutto ebbe inizio quando raccolse la sfida di due facoltosi cittadini di Boston che avevano scommesso che nessuna donna sarebbe stata in grado di fare il giro del mondo in bicicletta così come aveva fatto Thomas Stevens tra il 1884 e il 1886. La sfidante avrebbe avuto a disposizione un tempo massimo di 15 mesi e durante il viaggio avrebbe anche dovuto guadagnare 5.000 $: il premio finale all’arrivo sarebbe stato di ben 10.000 $.

Annie su bici Sterling

Annie sulla sua bici Sterling

I primi 100 $ Annie li guadagnò prima di partire. Fu quella, infatti, la cifra che la Londonderry Lithia Spring Water Company le pagò per portare una placca col loro marchio sulla bici e per adottare il nome dell’azienda come cognome (originariamente si chiamava Cohen Kopchovsky).

bici Columbia

La bicicletta con cui Annie partì da Boston

Il viaggio

Partita da Boston in sella a una bicicletta Columbia da donna di 20 kg (decisamente più pesante rispetto alle nostre!), portava con sé solo un cambio di vestiti e una rivoltella. Ben presto, però, alla scomoda gonna preferì un paio di pantaloni larghi usati dagli uomini all’epoca. Arrivata a Chicago nel tardo autunno, realizzò che era troppo tardi per affrontare la montagne dell’ovest prima dell’inverno. Così decise di utilizzare una nuova bicicletta (una più leggera Sterling di 10 kg) e di invertire la rotta per tornare verso New York.

percorso Annie intorno al mondo

Da New York salpò per Le Havre, in Francia, e proseguì quindi per il nord Africa, il Medioriente e l’Asia, passando per città quali Alessandria d’Egitto, Gerusalemme, Singapore, Saigon, Hong Kong, Vladivostok. Giunta in Giappone, si imbarcò a Yokohama e raggiunse San Francisco, per poi portare a termine la sua peregrinazione, durata 15 mesi, arrivando a Boston nel settembre 1895.

Annie Arizona desert

Le avventure

Il suo viaggio fu costellato da mille vicissitudini, più o meno verosimili. Raccontò di aver cacciato la tigre in India, di essere stata scambiata per uno “spirito malvagio” in Asia, di essere stata ferita da un proiettile durante la guerra tra Cina e Giappone e di essere stata incarcerata dai giapponesi stessi. I giornali e i lettori dell’epoca erano affascinati da questi racconti. Per questa ragione, probabilmente, spesso Annie esagerava un po’ con le sue storie. Per capirci, in Francia dichiarò, di volta in volta, di essere un’orfana, un avvocato, una studentessa di medicina ad Harvard, una contabile, una ricca ereditiera, l’inventrice di un nuovo metodo stenografico, la cugina di un membro del Congresso e la nipote di un senatore… Quel che è di certo vero è che in Iowa si ruppe un polso cadendo a causa della collisione con un gruppo di maiali.

Annie robber photo fiction

Una delle scene ricostruite da Annie e fotografate per illustrare le sue avventure

A detta di molti era una donna carismatica, intelligente e spigliata. Durante il viaggio fu un’eccellente promotrice della sua iniziativa e una grande storyteller. Riuscì a guadagnare i 5.000 $ necessari per la scommessa trasformando se stessa e la sua bici in una sorta di cartellone pubblicitario su ruote. Inoltre, rilasciò molte interviste e organizzò diversi discorsi pubblici nelle città in cui faceva tappa.

Annie poster Denver

L’eredità storica

Sebbene fosse stata spinta al lungo viaggio da ragioni più personali (ed economiche) che politiche, Annie divenne mano a mano sempre più cosciente di quanto la sua impresa fosse importante per il movimento di emancipazione femminile dell’epoca. Come scrisse Susan B. Anthony nell’Ottocento, la bicicletta “aveva fatto per l’emancipazione delle donne più di qualunque altra cosa nella storia”, e Annie Londonderry divenne una “new woman”, il simbolo di nuova figura femminile forte, indipendente e in grado di stare alla pari con l’uomo in ogni campo, anche quello dell’impegno fisico.

L’epopea di Annie è raccontata in Il giro del mondo in bicicletta, libro scritto da Peter Zheutlin, pronipote di questa pioniera del ciclismo, e dal documentario “The New Woman: Annie Londonderry Kopchovsky”, di cui online è disponibile il trailer.

Per saperne di più su Annie e la sua storia, oltre al libro puoi leggere l’ampio articolo dello stesso autore da cui abbiamo tratto la maggior parte delle informazioni per raccontarti questa straordinaria storia di donne, biciclette e avventure d’altri tempi.

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